Come posizionare un sito web su Google

Che tu sia un libero professionista o una piccola/media azienda, aumentare la tua visibilità sui motori di ricerca, in particolare su Google, può dare un’enorme spinta al tuo business, portando sul tuo sito una grande quantità di traffico qualificato, da trasformare in nuovi clienti.

Ma come si fa a posizionare il proprio sito su Google? Cominciamo subito col dire che non è facile: serve tanto lavoro e soprattutto una buona preparazione: non basta smanettare un po’ col codice HTML, inserire ossessivamente le keyword nel tag title e nel contenuto e sperare! Se fino a qualche anno fa questo poteva anche funzionare, oggi è molto probabile che non si otterranno risultati e anzi è facile ottenere una bella penalizzazione da Google.

Sul sito Guide Informative c’è un’ottima guida che spiega come posizionare un sito su Google in pochi e “semplici” step, dividendo il lavoro in 3 fasi:

  1. analisi e progettazione
  2. ottimizzazione on page
  3. ottimizzazione off page

Analisi e progettazione

La fase di analisi prevede uno studio completo della nicchia di mercato in cui si vuole competere: bisogna analizzare le keyword più remunerative e il comportamento della concorrenza per tracciare la strategia SEO dell’intero progetto.

In questa fase bisogna dare grande importanza all’intento di ricerca che si nasconde dietro ad ogni query, per cercare di intercettare i bisogni degli utenti che cercano su Google i servizi che possiamo offrire loro. Se hai già un sito è bene fare una SEO audit approfondita per accertarsi che risponda a questi bisogni.

Ottimizzazione on page

Dopo l’analisi del sito e del settore di mercato bisogna cominciare ad ottimizzarlo lato SEO. Prima di tutto dobbiamo lavorare sulla struttura, per renderla chiara, ordinata e gerarchica. Sia gli utenti che gli spider dei motori di ricerca devono capire facilmente come sono organizzati i contenuti e devono poter raggiungere facilmente tutte le pagine con un numero di click non troppo elevato (generalmente non più di 3 dalla home del sito).

Bisogna poi lavorare sulle prestazioni del sito, per fare in modo che le pagine si arano velocemente caricando tutte le risorse necessarie. La velocità è un fattore di ranking, oltre ad essere percepita dagli utenti come un elemento molto importante per una buona user experience: quanto è frustrante aspettare interminabili secondi che si carichi il contenuto di una pagina?

A questo punto possiamo intervenire sui contenuti veri e propri, formattando il testo e il codice HTML in modo che sia scritto “bene”, pensando prima di tutto agli utenti e non a Google. Questo significa che dobbiamo scrivere i testi per fornire risposte utili ai visitatori del sito e non infilare sequenze senza senso di parole chiave per cercare di forzare l’algoritmo!

Ottimizzazione off page

Per arrivare sulla prima pagina di Google per keyword molto competitive, difficilmente basterà ottimizzare al meglio il sito e i contenuti, se manca il supporto di una buona popolarità. Bisogna quindi mettere in atto strategie di link building responsabile e di digital PR per promuovere il proprio brand e aumentare l’autorevolezza del sito.

Questa fase è molto delicata perché se è vero che i link possono dare una spinta decisiva ad un sito (sono ancora uno dei fattori di ranking più importanti), allo stesso modo possono farlo penalizzare pesantemente dall’algoritmo di Google Penguin se vengono gestiti male. È importante quindi che sia un professionista preparato a seguire queste attività, per evitare di spendere soldi in strategie sbagliate e per non rischiare brutte sorprese.

 

 

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